Brindisi, una terra ricca per il vino

vino tuffetto

Ho avuto modo in più occasioni di sostenere che Brindisi è, per il vino, una terra ricca. Nella storia della vitivinicoltura ha saputo produrre grandi vini che oggi hanno ancora grandi potenzialità di identità e di espressione. Lo riscontro ormai in questa nuova esperienza di vignaiolo che da alcuni anni mi vede impegnato. Le caratteristiche delle nostre terre (rosse e argillose), l’esposizione favorevole dei nostri terreni al sole e al mare, hanno fatto, fanno e certamente faranno di Brindisi uno dei luoghi a grande vocazione vitivinicola. La vitivinicoltura brindisina ha origini antichissime: le prime produzioni risalirebbero addirittura alla civiltà micenea, tramandate nei secoli con i Greci e i Romani. Numerose testimonianze, risalenti proprio al periodo romano, quando Brindisi era il centro più importante del Mediterraneo per il commercio del vino e dell’olio, confermano che il vino qui prodotto era ricercato e apprezzato in gran parte dell’impero e che le preziose ed efficientissime anfore, qui realizzate nelle fornaci di Apani e Giancola, venivano, riempite di vino, imbarcate numerosissime nel porto. C’è una storia, una tradizione, una cultura, un racconto e tante testimonianze che possono contribuire a valorizzare e promuovere il vino di Brindisi.

Il ruolo del vino di Brindisi

Oggi produttori attenti e preparati, sostenuti da una rinnovata passione e da un indiscutibile rapporto con il territorio, aiutati da enologici che credono nel vino di Brindisi, stanno riuscendo a coniugare tradizione e innovazione, facendogli fare un ulteriore salto di qualità. Uno sforzo e un impegno che sta iniziando ad avere successo su un mercato, quello del vino, sempre più competitivo. Si sta poi ricostruendo un paesaggio viticolo e si vinifica in cantine del territorio che fanno ben sperare anche per ridare alla nostra agricoltura il ruolo che le spetta e al vino di Brindisi il giusto apprezzamento. Un vino che ha radici nel passato ma che può avere un futuro ricco di successi. I nostri vitigni autoctoni, il Negroamaro e la malvasia nera di Brindisi, il Susumaniello, il primitivo, l’aleatico, hanno ancora grandi potenzialità. È un patrimonio che meriterebbe, però, maggiore attenzione e consapevolezza da parte dello stesso territorio, delle istituzioni, dei consumatori e di quel vasto mondo della enogastronomia, da queste parti molte volte approssimativo ed esterofilo.

Il Brindisi Rosso e il Brindisi Rosato sono due vini a denominazione d’origine controllata (DOC) sin dal 1979. Sono vini che vengono preparati da uve provenienti da tutto il territorio di Brindisi e di Mesagne. Nella preparazione sono impiegate uve di Negroamaro per almeno il 70%, il restante 30% può essere composto da Malvasia nera di Brindisi, Susumaniello e Montepulciano. Ma oltre alla Doc, le uve di Brindisi contribuiscono a dare valore a tanti altri vini e a tutti vini IGT del Salento. È proprio per questa consapevolezza e spinti dalla convinzione sulle potenzialità della vitivinicoltura brindisina che ci siamo avventurati tre anni fa in una esperienza, se pur faticosa e impegnativa, quale la realizzazione di una società agricola vitivinicola.

La nostra produzione 

Le nostre vigne, quelle di Tenute Lu Spada, coltivate in biologico e con sistemi di allevamento antichi (ad alberello) e moderni (spalliere a cordone speronato) iniziano a dare soddisfazione e a produrre vini importanti e apprezzati. Crediamo molto nel vino di Brindisi. Il nostro rosso Masada e il rosato Tuffetto, assieme alle altre etichette, stanno incontrando il gusto delle nuove generazioni che si vanno avvicinando con competenza e passione non solo al vino ma anche a ciò che sta dietro ogni bottiglia. E dietro e dentro le bottiglie dei nostri vini di Brindisi c’è storia, qualità e tante emozioni di cui siamo orgogliosi.

kit degustazione vini