Degustazione Tuffetto 2019

degustazione tuffetto

L’attesa del piacere è essa stessa piacere, si è detto, e ne aumenta il desiderio. Ne è valsa davvero la pena attendere lo scadere del periodo di transizione al biologico per degustare la terza annata di questa etichetta di rosato “Tuffetto’

L’azienda vitivinicola brindisina “Tenute Lu Spada” punta tutto sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e va a destinare i suoi migliori vigneti di negroamaro allevato ad alberello di oltre 50 anni, alla tipologia rosato.

La tecnica di vinificazione del Tuffetto è quella tradizionale salentina “per alzata di cappello” che dona al vino un elegantissimo rosa cerasuolo con riflessi ramati, scintillante di grande luminosità.

Nel bicchiere il vino rosato Tuffetto volteggia con una certa importanza, annunciando la ricchezza di estratto che lo caratterizza.

Caratteristiche

Al naso marcata intensità, introdotta da una prima nota di ciliegia croccante, lampone, ribes rosso; elegante nuance floreale con intreccio tra rosa e oleandro; poi un’idea di freschezza rigenerante data da ricordi di succo di melograno, scorza di mandarino, bergamotto; un accenno di erbe aromatiche e di salmastro chiudono il ricco corredo olfattivo.

Grande personalità anche all’assaggio: il vino fascia il palato denso e vellutato in equilibrio raffinato con la freschezza. Una bella verve sapida traina la chiusura del sorso e riesce a tenerlo coeso, riecheggiando i toni agrumati ed un finale ammandorlato a completare un quadro fedele al varietale.

Tuffetto è un rosato giocato sull’eleganza e la bevibilità; la vena fresco sapida duetta con la nota fruttata e la bella struttura del vino.

Tenuta Lu Spada ha fatto di questa etichetta la bandiera di un’identità territoriale, attraverso la scelta della tipologia rosato, del vitigno negroamaro, della tecnica di vinificazione; un vino ambasciatore e comunicatore dello stile enologico del Salento.

Abbinamenti con il Tuffetto

Dal piacere dell’attesa al… piacere della tavola! La notevole persistenza ne permette l’abbinamento anche con piatti abbastanza strutturati, e riuscitissimo è stato quello con la carbonara di tonno.

Recensione di Giuseppe Rollo